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UTIROSE POMPELMO MANNOSIO

UTIROSE POMPELMO MANNOSIO

Formulazione per capsula
➢ Utirose da Ibisco sabdariffa 100 mg D-mannosio da Betulla 200 mg Pompelmo semi E. S (50% in bioflavonoidi) 200 mg

Forma Farmaceutica : capsule

Consiglio d’uso : 2-4 capsule al giorno


Utirose è un estratto secco di Ibisco sabdariffa. Viene usato nel trattamento o la prevenzione delle infezioni del tratto urinario correlate alla presenza dei microorganismi Escherichia coli o Candida albicans .
Favorisce la corretta funzionalità dell’apparato urinario, creando condizioni sfavorevoli allo sviluppo e alla proliferazione batterica. L’estratto di semi di Pompelmo si può considerare un antibiotico naturale.

Uva ursina e.s. deve la maggior parte della sua attività antimicrobica all’arbutina e all’idrochinone. Dopo somministrazione orale, l’arbutina viene idrolizzata dalla flora intestinale con liberazione dell’ idrochinone che, una volta assorbito, viene eliminato nelle urine. Può provocare nausea e vomito a causa dell’elevato contenuto in tannini.

La pianta non deve essere somministrata per periodi di tempo prolungati. A causa dell’ossidazione dell’idrochinone, le urine dei pazienti che assumono divengono di un colore verdastro-bruno. Le preparazioni con la presenza di Uva ursina non devono essere assunte assieme a cibi o farmaci che acidificano le urine, perché possono perdere di efficacia.

Il meccanismo con cui il mirtillo rosso contribuisce alla prevenzione o al
trattamento delle infezioni delle vie urinarie non è noto con esattezza.
Agisce principalmente impedendo che i batteri patogeni (come l’Escherichia coli) aderiscano alla mucosa delle vie urinarie, evitando in questo modo lo sviluppo dell’infezione. Un gruppo di tannini presenti nel succo di mirtillo interferisce a livello molecolare con la capacità del bacillo di aderire alle cellule dell’organismo
Le segnalazioni di effetti indesiderati sono rare. Il mirtillo rosso contiene ossalato, un componente comune dei calcoli renali. Se ne sconsigliarne l’uso alle persone con calcoli renali, anche se non è stato segnalato alcun caso di calcolosi renale in seguito all’assunzione di mirtillo rosso.
Il mirtillo rosso sembra in grado di aumentare il rischio emorragico in pazienti in trattamento con warfarin che dovrebbero perciò evitare l’assunzione di succo di mirtillo rosso

Il D-mannosio è uno zucchero estratto dal legno della betulla (non alza la glicemia) che giunge inalterato nelle vie urinarie. La particolare struttura di questo zucchero fa sì che i batteri si leghino più tenacemente al D-Mannosio anziché aderire alle pareti della vescica, per essere poi espulsi con le urine insieme a questa sostanza.

Il d-mannosio , un monosaccaride isomero del glucosio, può legarsi ai recettori (lectine) presenti nelle ciglia del batterio E.coli (causa del 90% delle infezioni urinarie. In tal modo i batteri E.coli incontrando le molecole di d-mannosio libero nell’urina vi si legano grazie ai loro recettori.

Il D-Mannosio passa quasi del tutto nelle urine dopo circa un’ora dalla somministrazione.Il D-mannosio viene assunto preferibilmente lontano dai pasti e soprattutto con poca acqua , in modo tale da garantire un attacco ottimale tra D-mannosio ed E. coli. Solo dopo circa un’ora è consigliabile bere molta acqua per facilitare l’eliminazione dei batteri.

E’ bene associare al trattamento per la cistite
• Propoli T.M. 20 gtt x 3 al die
• Fermenti lattici

2018-08-16T23:46:44+00:00